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La precisa descrizione del Palazzo
Sersale fatta dal notaio Zupo nel 1750, ci racconta quello che doveva essere l'aspetto
della dimora ducale quando il feudo era nel pieno della sua produttivita', ed il palazzo
stesso rappresentava il fulcro di ogni attività. L'aspetto originario, facilmente
leggibile all'interno del palazzo, per quanto notevolmente modificato nei secoli, subisce
una consistente modificazione in seguito al terribile terremoto del 1683. Terremoto
ampiamente documentato.
A Cerisano si contano 222 case inabitabili e 4 morti. Il terremoto del 1683,
sicuramente arreca danni anche al palazzo, infatti, durante l'opera
di ricostruzione si ispessiscono le pareti perimetrali su tutti e tre i livelli del
palazzo, e si procede all'ampliamento dell'ala di sinistra. Il nuovo corpo, più basso
dell'intero edificio, sarà sede
del carcere e delle cucine.
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Nel 1891 gli eredi Sersale, infatti cedono il palazzo alla Diocesi, che
lo trasforma in seminario. Parte dell'edificio è completamente inagibile, Tutti i solai
del lato destro devono essere rcostruiti e si sceglie lo stesso materiale degli altri
solai, il legno (foto n°1). Il livello di questi piani risulta più alto, perchè più
alto è il livello del solaio dell'ampliamento realizzato di seguito. Tale corpo aggiunto
è strutturato con materiale di riporto, come del resto tutte le parti ricostruite. Si
notano, a tal proposito, sopratutto nei prospetti interni, parti non propriamente
strutturali (fermi di infissi, pezzi di trabeazione).L'innalzamento dei livelli dei solai
è evidente nei prospetti (doc.4), caratterizzati in questa fase dalla aggiunta di archi
di scarico sulle finestre (foto n°2) del xviii sec. ricostruite simmetricamente rispetto
al portale, e su quelle della nuova costruzione (foto n°3). Il marcapiano preesistente si
interrompe in tutti questi punti.Tutta la costruzione viene poi consolidata con delle
catene in ferro (foto n°4). All'interno, per rafforzare staticamente tutta la struttura,
si murano gli archi di passaggio, e si livellano le pareti risultanti, a discapito dei
capitelli (foto n°5). Nel 1960, la Curia vescovile sconvolge completamente il palazzo
realizzando una pesante sopraelevazione (foto n°6) su buona parte della struttura.
Caratterizzata da grandi bucature in profilato di ferro, viene utilizzata dal Seminario,
ideale per le aule, data l'eccellente esposizione. I ruderi degli antichi ambienti di
servizio del palazzo non sono consolidati, e tutta la parte occupata dalle prigioni (foto
n°4-5, cap. n°5) resta addirittura interrata. Le scale si rivestono di marmo bianco
(foto n°7). Per quanto concerne la destinazione d'uso, nella parte "nuova" al
primo livello la diocesi dispone un cinema parrocchiale aperto a tutta la comunità, con a
fianco la cucina e la mensa dei seminaristi. Gli altri ambienti si organizzano in servizi,
dormitori, aule e la cappella. Dal 1949, al 1981, il Comune di Cerisano lo ottiene in
fitto per uso scolastico, e lo modifica con alcuni tramezzi leggeri.
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Il comune acquista palazzo Sersale nel 1992, e subito, nel 1993 iniziano i lavori di
spicconamento delle pareti (foto n°8-9), di asportazione dei pavimenti, di abbattimento
dei tramezzi e di tutte le modifiche che erano state necessarie all'uso de seminario. Il
restauro vero e proprio (doc.n°5) inizia nel 1997, si decide di non eliminare la
sopraelevazione (foto n°10), più per un discorso funzionale che per rispetto della
stratificazione. La nuova destinazione d'uso, nella sua polivalenza, condiziona fortemente
il progetto di restauro. Palazzo Sersale, infatti, a lavori non ancora ultimati è gia
stato sede di numerose mostre espositive, teatro di numerosi spettacoli e manifestazioni.
Dovrà inoltre ospitare scuole di formazione e botteghe artigiane, programma finanziato
dalla Comunità Europea, nell'ambito dei progetti per l'occupazione giovanile. Gli
interventi più discussi di questo restauro, sono quelli legati alla compresenza di tante
attività diverse nel palazzo, e al bisogno di unirle attraverso percorsi non
solomateriali, ma anche visivi. Si sacrificano, così, gli 'alberi che ombreggiavano il
giardino (foto n°11-12), si creano delle passerelle aeree (foto n°13) , che collegano il
palazzo con diversi punti del giardino, si prevede un'ascensore per i disabili, si
riscoprono passaggi (foto n°14) si realizza un soppalco per le apparecchiature necessarie
alla formazione (foto n°15), si ricava, con i dislivelli del giardino, un teatro
all'aperto. Il monumento rinasce, non più dimora nobiliare, ma nuova struttura
polifunzionale. Il restauro strutturale, in quest'ultima fase, avviene con il ricorso a
diverse tecniche, dalle siringate di cemento (foto n°16), alla sostituzione di parti
delle travature in legno troppo deteriorate (foton°17), all'ingabbiatura di pilastri. La
copertura lignea dell'aggiunta del xix sec. viene ricostruita con capriate in acciaio
(foto n°18). Il prospetto principale acquista nuova dignità con l'eliminazione
dellefinestre in ferro (foto n°19), e la riproposizione del ritmo delle bucature
preesistenti, (foto n°21) armonicamente dimensionate. La sopraelevazione viene intonacata
(foto n°10), mentre, sulla struttura più antica, la pietra a vista riacquista splendore
(foto n°5, cap4). All'interno tutti gli archi sono "liberati" (foto n°5,
cap.5) e restaurati senza aggiunte(foto n°14). Nessun particolare, ad eccezione delle
travature lignee a vista (foto n°17) e delle capriate in acciaio (foto n°18), è
costituito da un falso . Mentre, per un discorso prettamente funzionale, sono state create
nuove partizioni(foto n°20). La scala e i piani superiori sono stati rivestiti con lo
stesso materiale di cui è fatto il palazzo, una pietra tufacea rosata locale (foto n°8)
. Il primo livello, arricchito dallo scavo delle prigioni, è rivestito in cotto
d'artigianato (foto n°20) .
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