a cura di Cesira Chiappetta
 

Cap. 5: Interventi su Palazzo Sersale

Stratificazioni storiche, interventi di ampliamento e consolidamento, definizione della nuova destinazione d'uso in relazione ai nuovi ambienti.
 

<< Attualmente il palazzo è di proprietà dell'Amministrazione Comunale di Cerisano. La costruzione si sviluppa in tre piani fuori terra ed ha una consistenza di circa 2800 mq, con una cubatura di oltre 13000 mc.
In uso al palazzo , oltre ad un cortile interno, si hanno due quozienti di terreno: il primo a destra del manufatto, di circa 500 mq., era destinato ad orto, il secondo di circa 900 mq., a quota del primo piano dell'edificio, è ancora oggi un giardino pensile impreziosito da una fontana a "specchio" di impianto seicentesco. >>

c.f.r. da scheda informativa


SEC. XVI: SEC. XVII
 

La precisa descrizione del Palazzo Sersale fatta dal notaio Zupo nel 1750, ci racconta quello che doveva essere l'aspetto della dimora ducale quando il feudo era nel pieno della sua produttivita', ed il palazzo stesso rappresentava il fulcro di ogni attività. L'aspetto originario, facilmente leggibile all'interno del palazzo, per quanto notevolmente modificato nei secoli, subisce una consistente modificazione in seguito al terribile terremoto del 1683. Terremoto ampiamente documentato.
A Cerisano si contano 222 case inabitabili e 4 morti. Il terremoto del 1683, sicuramente arreca danni anche al palazzo, infatti, durante l'opera
di ricostruzione si ispessiscono le pareti perimetrali su tutti e tre i livelli del palazzo, e si procede all'ampliamento dell'ala di sinistra. Il nuovo corpo, più basso dell'intero edificio, sarà sede
del carcere e delle cucine.


SEC. XVIII: SEC.XIX, SEC.XX. (prima metà)
 

Nel "700, al palazzo non vengono apportate grandi Un'altro terremoto che incide molto sull'aspetto del palazzo, è quello del 1854.

CAP.5: INTERVENTI SU PALAZZO SERSALE
Stratificazioni storiche, interventi di ampliamento e consolidamento, definizione della nuova destinazione d'uso in relazione ai nuovi ambienti.
   

cfr. da scheda informativa

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foto anni '50 di A.Chiappetta

Nel 1891 gli eredi Sersale, infatti cedono il palazzo alla Diocesi, che lo trasforma in seminario. Parte dell'edificio è completamente inagibile, Tutti i solai del lato destro devono essere rcostruiti e si sceglie lo stesso materiale degli altri solai, il legno (foto n°1). Il livello di questi piani risulta più alto, perchè più alto è il livello del solaio dell'ampliamento realizzato di seguito. Tale corpo aggiunto è strutturato con materiale di riporto, come del resto tutte le parti ricostruite. Si notano, a tal proposito, sopratutto nei prospetti interni, parti non propriamente strutturali (fermi di infissi, pezzi di trabeazione).L'innalzamento dei livelli dei solai è evidente nei prospetti (doc.4), caratterizzati in questa fase dalla aggiunta di archi di scarico sulle finestre (foto n°2) del xviii sec. ricostruite simmetricamente rispetto al portale, e su quelle della nuova costruzione (foto n°3). Il marcapiano preesistente si interrompe in tutti questi punti.Tutta la costruzione viene poi consolidata con delle catene in ferro (foto n°4). All'interno, per rafforzare staticamente tutta la struttura, si murano gli archi di passaggio, e si livellano le pareti risultanti, a discapito dei capitelli (foto n°5). Nel 1960, la Curia vescovile sconvolge completamente il palazzo realizzando una pesante sopraelevazione (foto n°6) su buona parte della struttura. Caratterizzata da grandi bucature in profilato di ferro, viene utilizzata dal Seminario, ideale per le aule, data l'eccellente esposizione. I ruderi degli antichi ambienti di servizio del palazzo non sono consolidati, e tutta la parte occupata dalle prigioni (foto n°4-5, cap. n°5) resta addirittura interrata. Le scale si rivestono di marmo bianco (foto n°7). Per quanto concerne la destinazione d'uso, nella parte "nuova" al primo livello la diocesi dispone un cinema parrocchiale aperto a tutta la comunità, con a fianco la cucina e la mensa dei seminaristi. Gli altri ambienti si organizzano in servizi, dormitori, aule e la cappella. Dal 1949, al 1981, il Comune di Cerisano lo ottiene in fitto per uso scolastico, e lo modifica con alcuni tramezzi leggeri.
 


Immagini della sopraelevazione

Immagine dei solai lignei al momento dell'acquisto del manufatto da parte del comune 

Finestre della parte di edificio ricostruita, e dell'ampliamento del xix sec.

Capitello smussato per la chiusura del passaggio, riportato alla luce nel recupero in atto
   

SEC.XX (seconda metà)
 

Il comune acquista palazzo Sersale nel 1992, e subito, nel 1993 iniziano i lavori di spicconamento delle pareti (foto n°8-9), di asportazione dei pavimenti, di abbattimento dei tramezzi e di tutte le modifiche che erano state necessarie all'uso de seminario. Il restauro vero e proprio (doc.n°5) inizia nel 1997, si decide di non eliminare la sopraelevazione (foto n°10), più per un discorso funzionale che per rispetto della stratificazione. La nuova destinazione d'uso, nella sua polivalenza, condiziona fortemente il progetto di restauro. Palazzo Sersale, infatti, a lavori non ancora ultimati è gia stato sede di numerose mostre espositive, teatro di numerosi spettacoli e manifestazioni. Dovrà inoltre ospitare scuole di formazione e botteghe artigiane, programma finanziato dalla Comunità Europea, nell'ambito dei progetti per l'occupazione giovanile. Gli interventi più discussi di questo restauro, sono quelli legati alla compresenza di tante attività diverse nel palazzo, e al bisogno di unirle attraverso percorsi non solomateriali, ma anche visivi. Si sacrificano, così, gli 'alberi che ombreggiavano il giardino (foto n°11-12), si creano delle passerelle aeree (foto n°13) , che collegano il palazzo con diversi punti del giardino, si prevede un'ascensore per i disabili, si riscoprono passaggi (foto n°14) si realizza un soppalco per le apparecchiature necessarie alla formazione (foto n°15), si ricava, con i dislivelli del giardino, un teatro all'aperto. Il monumento rinasce, non più dimora nobiliare, ma nuova struttura polifunzionale. Il restauro strutturale, in quest'ultima fase, avviene con il ricorso a diverse tecniche, dalle siringate di cemento (foto n°16), alla sostituzione di parti delle travature in legno troppo deteriorate (foton°17), all'ingabbiatura di pilastri. La copertura lignea dell'aggiunta del xix sec. viene ricostruita con capriate in acciaio (foto n°18). Il prospetto principale acquista nuova dignità con l'eliminazione dellefinestre in ferro (foto n°19), e la riproposizione del ritmo delle bucature preesistenti, (foto n°21) armonicamente dimensionate. La sopraelevazione viene intonacata (foto n°10), mentre, sulla struttura più antica, la pietra a vista riacquista splendore (foto n°5, cap4). All'interno tutti gli archi sono "liberati" (foto n°5, cap.5) e restaurati senza aggiunte(foto n°14). Nessun particolare, ad eccezione delle travature lignee a vista (foto n°17) e delle capriate in acciaio (foto n°18), è costituito da un falso . Mentre, per un discorso prettamente funzionale, sono state create nuove partizioni(foto n°20). La scala e i piani superiori sono stati rivestiti con lo stesso materiale di cui è fatto il palazzo, una pietra tufacea rosata locale (foto n°8) . Il primo livello, arricchito dallo scavo delle prigioni, è rivestito in cotto d'artigianato (foto n°20) .

Spicconatura e ripristino della facciata.
 

<< Lo schema della nuova utilizzazione dovrà trovare ilo suo assetto configurativo dentro quello esistente attraverso segni facilmente distinguibili, compatibili e reversibili propri dell'architettura del nostro tempo, senza distruggere o "liberare" completamente o sostituire alcun segno prevenutoci precedentemente a questa (...).

     

Ripristino della sopraelevazione che viene intonacata, mentre la parte più antica mantiene la pietra a vista

    (....) I segni precedenti sono tutti storicizzati. Costituiscono la storia scritta dagli uomini con le pietre, e rappresentano, nella loro fisicità, la nostra memoria collettiva e individuale.>>
S. Boscarino da "Sul restauro architettonico" - cfr. pag.54

 

 
  passerella di collegamento ristrutturazione dei solai           Sostituzione delle capriate lignee con capriate in'acciaio  

    
Lavori per la nuova sistemazione di facciata      

Nuove partizioni interne
 

                                                                            CONCLUSIONI

<< PERCHE', INVERO, LA GLORIA DI UN EDIFICIO NON RISIEDE NE' NELLE PIETRE NE' NELL'ORO DI CUI E' FATTO. LA SUA GLORIA RISIEDE NELLA SUA ETA', E IN QUEL SENSO DI LARGA RISONANZA, DI SEVERA VIGILANZA, DI MISTERIOSA PARTECIPAZIONE, PERFINO DI APPROVAZIONE O DI CONDANNA, CHE NOI SENTIAMO PRESENTI NEI MURI CHE A LUNGO SONO STATI LAMBITI DAGLI EFFIMERI FLUTTI DELLA STORIA DEGLI UOMINI. >>
John Ruskin. Aforisma n° 30