a cura di Cesira Chiappetta
 

Cap. 4 : Descrizione storica del palazzo

                                                                   

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 foto n.4:le carceri

<Il palazzo baronale era posto in cima all'abitato nel luogo pił salubre e delizioso. Teneva il suo frontespizio a levante con ampio spazio e campagna per cavalcare. Aveva un cortile per meta' coperto e meta' all'aperto (1). Al centro di quest'ultimo, trovasi un pozzo (2), (foto n°1) di buona acqua sorgiva per comodo della cucina e della stalla . L'accesso al piano superiore, (foto n°2) principiava sulla destra e dopo il primo piano, due scale (3) conducevano ad appartamenti separati e distinti. Sulla destra (4) si andava ad una sala grande che conduceva a due appartamenti. Quello di destra che consisteva in prima e seconda anticamera, camera da letto con alcovio e camerino, e con tre consecutive retrocamere e cucina. La prima anticamera teneva a sinistra un'altra camera con alcovio e camerino con gabinetto di negozio.

Dalla seconda anticamera si andava alla stanza della cappella . All'ingresso del giardino (foto n°3) si trovava una deliziosa uccelliera di canarini seguita da sedili; sotto l'entrata vi era un gallinaio. Vi erano anche tre fontane: una a specchio con la sua conca davanti per uso peschiera, l'altra a zampillo per dentro una colonna e l'altra sopra pavimenti a specchio dalla quale si dava acqua alle altre due gią dette.veniva questa acqua per condotti sotterranei dalla fontana di Caritello distante mezzo miglio. Il medesimo giardino (5) era diviso in due parti, superiore ed inferiore, e questo in quattro quadri, coi suoi viali lastricati e con pergolette al di mezzo sostenute da colonne di pietra. Quello superiore era anche diviso in quattro quadri, coi viali e pergolati ed intorno all'uno e all'altro vi sono spalliere di rose e gelsomini ed oltre dell'uve scelte. (...) La parte superiore del giardino stą divisa da quella inferiore da un muro divisorio, sopra il quale vi sono molti mezzi busti, e piramidi di gesso, in fine del quale si saglie per una corta grada, in cima della quale, man sinistra sonovi due capacissime stanze che sogliono servire per fruttiere, sotto delle quali vi sono altre due stanze terranee con l'entrata dal giardino inferiore e servono per conservare le sete in tempo proprio, prima dello smaltimento di esse. E l'altro quarto a man sinistra (6) della gią detta sala, consiste in una anticamera, camera da letto e retrocamera. La scala che dopo il primo piano menava verso sinistra della gią detta sala, conduceva in un'altro appartamento separato consistente in sala, anticamera, camera da letto e retrocamera. Quest'ultima a man sinistra, consentiva l'accesso a due stanze che venivano usate come dispensa. In tal modo, tutto l'abitato di questo piano, pur se diviso in pił abitazioni, comunicava con tutti i locali. Davanti la sala maggiore, seguendo la scala a man destra, si andava all'appartamento superiore posto sopra l'appartamento medio, benchč fosse diviso in altro modo. Al di sopra vi erano comodi tavolati per la conservazione della frutta. Nell'ingresso del cortile, sia a destra che a manca (7), vi erano due granai per conservar le vettovaglie che si avevano annualmente dalle rendite, e successivamente, sulla destra, vi era una stalla (8) per dieci cavalli con una stalletta separata per muli da soma. A sinistra una stanza per officina (9), al lato della quale, vi era una cucina, una stanza per tinello, e sotto di esse il carcere criminale (10), (foto n°4 e n°5), che aveva la sua cancellata di ferro che dava sulla strada .Dal cortile all'aperto si andava alla rimessa e a tre locali che servivano per conservare legna e carboni. Di fronte la cantina ben comoda e capacedi contenere molte botti di vino. Sotto vi era il carcere femminile completamente interrato.

Notaio Lorenzo Zupo , 1750 - c.f.r. da "i Sersale" di L. Bilotto


<< ogni atto di produzione e perpetuazione di memoria non e' soltanto trasmissione di tracce materiali, ma e', infatti, in primo luogo trasmissione di contenuti significativi, di messaggi di conoscenza, di civilta', di cultura, e spesso e' anche trasmissione di valori morali ed etici che si vanno via via sovrapponendo, significati  e valori al di fuori dei quali l'atto della memoria si esaurisce in un mero processo di accumulo, sganciato da ogni compromissione con la vita presente. (...) tale atto costituisce il mezzo che ogni presente possiede per guadagnare un SOGNO DI PERENNITA', per progettare il proprio avvenire attraverso la trasmissione delle proprie conquiste, delle proprie conoscenze e dei propri valori >>.
foto anni "50. Archivio prof. A. Chiappetta foto n°1, Il cortile interno . S. Boscarino - c.f.r da "Sul restauro architettonico". Pag.79

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foto n.5 le feritoie

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foto n°6, Il pozzo.